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Un festival dedicato a Bela Bartók

Il fondamentale contributo magiaro alla storia della musica č stato sottolineato dal convegno L’Ungheria e la musica: due secoli di storia da Liszt a Ligeti, che si č tenuto in aprile all’Accademia ungherese della capitale. In questo panorama spicca la figura di Bela Bartók (1881-1945), uno dei compositori piů innovativi del Novecento europeo. Legato alla tradizione folklorica e sostenuto da solide base etnomusicologiche, Bartók viaggiň attraverso l’Europa centrale raccogliendo un prezioso bagaglio di canti popolari. Successivamente si spinse anche fuori d’Europa, toccando la Turchia e l’Africa settentrionale. Le influenze assimilate da queste ricerche furono poi riversate nelle sue composizioni, soprattutto quelle da camera e per piano, come la Suite op. 14 e Allegro barbaro.
A proseguire la preziosa ricerca bartokiana ha provveduto János Sipos, docente di cultura ungherese all’Universitŕ di Ankara, che ha cominciato la sua raccolta di materiale tradizionale dove l’altro l’aveva interrotta. In questo modo ha raccolto oltre 1500 pezzi, alcuni dei quali sono reperibili nel CD In the wake of Bartók in Anatolia (Fonó Records).
Al grande compositore ungherese č dedicato il Festival Bartok si svolge a Szombathely (Ungheria) dal 5 al 19 luglio. L’iniziativa si compone di due parti ben distinte. La prima č un seminario didattico che analizza le influenze della musica tradizionale su Bartok e Ligeti. A questa iniziativa, che affianca i corsi dedicati ai singoli strumenti, si affianca un vero e proprio festival al quale partecipano i piů prestigiosi musicisti ungheresi. Fra questi il violoncellista Miklós Perényi, che ha studiato con Pablo Casals, il direttore Zoltán Peskó, giŕ assistente di Lorin Maazel, e Amadinda, un gruppo di quattro percussionisti che ha collaborato con Peter Eötvös, direttore e compositore ungherese, e con altri musicisti di rilievo internazionale..

Alessandro Michelucci






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