|
ARCHIVIO ARTICOLI
I
mille suoni dell’orrore
Il 14 novembre 1936, a Lipsia, alcuni militanti
nazionalsocialisti distrussero la statua di
Felix Mendelssohn-Bartholdy situata davanti alla
Gewandhaus, la prestigiosa sala dei concerti. In
questo modo iniziò la persecuzione dei musicisti
ebrei, le cui opere furono proibite in tutta la
Germania. Le composizioni di Max Bruch, Gustav
Mahler, Arnold Schönberg e tanti altri dovevano
essere estirpate dalla cultura tedesca come un
corpo infetto. Negli anni successivi, con le
mostre dedicate alla cosiddetta “arte
degenerata” (Entartete Kunst, Monaco, 1937) e
alla “musica degenerata” (Entartete Musik,
Düsseldorf, 1938), la dittatura dichiarò guerra
a tutti gli artisti contrastanti con l'estetica
nazista.
Il genocidio degli ebrei è solo uno dei tanti
casi in cui l'annientamento fisico di un popolo
è andato di pari passo con la distruzione del
suo patrimonio musicale. Questo spiega perché
proprio la musica è stato uno dei canali
espressivi attraverso i quali la volontà di
resistere alla devastazione psichica e fisica si
è manifestata più intensamente. Un tema che
Leoncarlo Settimelli, uno dei principali
musicologi italiani, ha analizzato efficacemente
nel libro Dal profondo dell’inferno. Canti e
musica al tempo dei lager (Marsilio, Venezia
2001). Alle stesse circostanze storiche è
dedicata Musica judaica, una collana di CD
realizzati dal pianista Francesco Lotoro grazie
a una ricerca certosina che dura da molti anni.
Opera monumentale senza precedenti, Musica
judaica non comprende soltanto brani composti da
artisti israeliti. La raccolta vuole essere
infatti un catalogo completo e sistematico della
letteratura musicale concentrazionaria, in altre
parole della produzione che va dal 1933 (anno in
cui vennero aperti i campi di Dachau e di
Börgermoor) al 1945. Si tratta quindi di un
panorama assai vasto, che comprende i campi
gestiti dal Terzo Reich e quelli giapponesi, i
lager della RSI e quelli sovietici. Altrettanto
ampia è la varietà stilistica, dato che si
spazia dalla musica leggera al canto religioso,
dal jazz alla musica sperimentale. In sostanza
si tratta di una vera e propria enciclopedia,
quindi di un’opera ben diversa dalle numerose
antologie esistenti.
Musica judaica si compone di 20 cd, sei dei
quali sono già stati pubblicati. Altri tre
usciranno nel 2005, mentre occorreranno ancora 4
anni perché l’opera venga completata. Il
panorama che viene offerto affianca autori
famosi ad altri poco noti in Italia: Karel
Berman, Pavel Haas, Rudolk Karel, Gideon Klein,
solo per fare qualche nome. Lotoro, esecutore di
tutte le parti per piano e per organo, ha
diretto quelle orchestrali e corali, oltre ad
essere l’arrangiatore di tutti i brani.
La collana verrà poi integrata da un libro, il
Dizionario della letteratura musicale
concentrazionaria, che Lotoro sta scrivendo
insieme alla moglie Grazia Tiritiello. Il volume
raccoglierà tutto il materiale documentato, le
biografie dei musicisti, l'elenco delle loro
composizioni, fornendo così un documento
storico-culturale veramente prezioso.
Francesco Lotoro, nato a Barletta nel 1964, è
anche il portavoce della comunità ebraica di
Trani.
La sua attività compositiva è affiancata a una
ricerca storica che privilegia l'opera dei
musicisti perseguitati dal nazismo. Grazie a
questo lavoro serio e appassionato ha già
raccolto oltre 4000 composizioni. Nel 1995 ha
fondato l'Orchestra Musica Judaica, con la quale
ha inciso la prima versione italiana dell'opera
Brundibàr di Hans Kràsa(info:
www.musicajudaica.it).
Alessandro Michelucci
Tutti i diritti riservati
www.metamusica.com
Copyright 2005 Alessandro Michelucci
|